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Rispetto ai volumi già pubblicati (anche in Italia) (1) quest'ultimo rappresenta uno sforzo organico di far luce sulla natura del processo psicoanalitico e sugli elementi che determinano il cambiamento terapeutico. Nel fare ciò Modell getta le fondamenta per una teoria generale del trattamento psicoanalitico.
Il volume prende l'avvio dalla constatazione della scarsa attenzione prestata da Freud all'argomento e si sofferma in particolare sugli elementi che attualmente sarebbero considerati importanti nel processo terapeutico (il setting e la relazione) ma a cui Freud, invece, aveva attribuito scarsa rilevanza. Freud, infatti, dava per scontato il primo e giudicava fuori dall'ambito della tecnica il secondo.
È l'osservazione dei pazienti che sembrano tagliati fuori dal loro mondo emozionale che suggerisce a Modell l'importanza per il setting e per la relazione in quanto elementi capaci di fornire quell'“holding environment” di cui essi beneficiano.
Un intero capitolo (“Gioco, Illusione, e Setting della psicoanalisi”) è dedicato al setting quale cornice che permette lo svolgersi della relazione analitica. Tenendo presente che per molti dei pazienti a cui egli si riferisce, il setting stesso diventa il nodo centrale che non può essere dato per scontato.
L'importanza attribuita alla relazione con l'analista percorre tutto il testo e poggia sulla convinzione, già espressa da Modell in passato, che gli avvenimenti analitici rappresentino una attualizzazione simbolica (“symbolic actualization”). In questo modo egli si schiera con quegli Autori che vedono nell'analisi l'occasione per una