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Una mattina di sabato, il dottor Gold, candidato dell'Istituto di Psicoanalisi di Gerusalemme, si reca di buon'ora in via Disraeli, ov'è la sede dell'Istituto, per preparare la sala delle riunioni: la dottoressa Neidorf, che è stata la sua analista, svolgerà una conferenza sui problemi legali ed etici in psicoanalisi. Il dottor Gold dispone le sedie, comincia ad aprire le finestre e pensa già che dovrà preparare le tazze per il caffè e i posacenere quando scorge la dottoressa Neidorf: sembra dormire o forse il diniego è talmente forte che il dottor Gold impiega un bel po’ per capire che, composta come sempre, la sua analista è morta.
Il giallo comincia, com'è consueto, da qui. Le descrizioni della società psicoanalitica, dei problemi del gruppo, delle difficoltà della polizia a comprendere la psicologia degli implicati nel delitto, i problemi etici e deontologici degli analisti fanno da sfondo ad una vicenda che viene narrata con garbo e qua e là anche con maestria. Naturalmente non è qui il caso di segnalare l'assassino: si segnala invece il libro, che ogni analista leggerà con divertimento e — qualche volta — con un'inquietante sensazione di familiarità (A.A.S.)