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Tutto il contrario di un appiattimento scolastico sul testo “originale” è invece questa straordinaria traduzione “speculativa” dell'Edipo Re. Dopo l'Iperione, le traduzioni da Sofocle (Antigone ed Edipo il Tiranno, appunto), sono state, come è noto, l'unica grande opera pubblicata da Hölderlin in vita. Questo lavoro grandissimo, irriso dai contemporanei, animato dall'hybris (che sembrò un po’ folle) di correggere Sofocle per spingerlo a rivelare anche ciò che la sua lingua non permetteva di dire, è apparso invece a Benjamin come l'archetipo stesso del tradurre, della tensione inesauribile tra il “proprio” e l'estraneo”. Ci restituisce un Sofocle vertiginoso, in cui la lacerazione