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Se la specificità del processo analitico risiede nella classica triade interpretazione/insight/working through, non minore importanza viene prestata nell'attuale riflessione psicoanalitica a quell'ampio insieme di fattori che si raccoglie sotto la denominazione di “relazione analitica” . Insieme alle regole del setting, inteso non soltanto nei suoi aspetti formali ma anche in quelli interni alla mente dell'analista (Hautmann 1974), essa costituisce lo sfondo e il supporto che permette al processo analitico di evolvere.
Fra i motivi che hanno portato a prestare maggiore attenzione ai fattori propri della relazione analitica — “non interpretive agents” li ha opportunatamente chiamati Blum (1992) — c'è innanzitutto