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I tentativi di studiare gli antecedenti e le radici storiche della nozione di “transfert” si sono regolarmente imbattuti nel consueto problema “continuità-discontinuità”. Questione tutto sommato abbastanza ripetitiva e poco risolubile, poiché entrambi i punti di vista (quello che sottolinea la novità e la specificità dei concetti psicoanalitici e quello che ne ricerca le origini più o meno lontane) hanno ovviamente delle buone ragioni dalla loro parte.
Il “transfert” della psicoanalisi è, certamente, una nozione originale. Originali e specifici sono la teoria e l'uso tecnico, naturalmente; giacché, per altri versi che in questa sede non interessano, il transfert è un fenomeno universalmente in azione in ogni relazione umana significativa; anzi, volendo generalizzare ulteriormente, sta nel cuore dell'intenzionalità umana tout court, come aspetto della tensione presente-passato-futuro entro cui essa inevitabilmente si costituisce. Come Freud stesso del resto ha affermato più volte, a