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Con ammirevole tempestività l'editore Cortina pubblica la traduzione di una recentissima opera di Racamier comparsa in Francia nel 1992: Le génie des origines, Psychanalyse et Psychoses (Bibliothèque scientifique Payot, Paris 1992).
E si tratta di una traduzione, quella di Carla M. Xella, veramente pregevole in quanto è riuscita a superare con efficacia le insidie di uno scritto complesso, ricco di neologismi mal traducibili in un altro linguaggio, arricchito da immagini tanto fantasiose quanto efficaci.
Il testo, di non facile lettura, propone ed amplifica una serie di temi cari allo psicoanalista francese costituendo un articolato ponte fra pensiero psicoanalitico e pratica psichiatrica a partire dal celebre “Psicoanalista senza divano”, e gli approfonditi studi sulla paradossalità schizofrenica.
In questa angolatura la lezione di Racamier rappresenta una sintesi originale di due diverse pratiche: quella tradizionale dell'analista “con divano” e quella di un conduttore di una celebre istituzione per psicotici.
Questa riflessione si compie all'incontro fra due realtà: la famiglia fantasmatica e quella reale costantemente chiamata in causa nella terapia di soggetti psicotici.
Ne nasce un discorso appassionato, semanticamente ricco e letterariamente pregevole, talora ridondante per un certo compiaciuto barocchismo. Racamier ha il merito di costringere il lettore ad immergersi nella temperie rappresentata dall'inconscio fra intrapsichico ed interattivo, fra individuale e familiare, fra ambivalenza ed ambiguità, fra vita e non vita.
E questa immersione si svolge con una intensità coinvolgente fornendo