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Un felice assortimento di studiosi di diversa origine e preparazione ha prodotto, sotto la guida dei curatori, Cecilia Albarella, psicoanalista a Napoli, e Nestore Pirillo, sociologo a Trento, questa interessante antologia sui problemi del processo di civilizzazione, visti da diverse angolature.
L'introduzione al libro, dei curatori presumibilmente, offre una panoramica critica sulle origini e gli sviluppi della civiltà europea, con particolare riguardo alle marcature determinate dall'illuminismo, dal binomio Kultur-Civilization, dalla critica di Oswald Spengler, fornendo una cornice nella quale inserire il contributo freudiano. Questo è tratteggiato in modo molto chiaro e completo, sia pure nella breve sintesi che se ne fa, tenendo in buon conto i due atteggiamenti che Freud tenne nei confronti del processo di sviluppo della civiltà. Sempre fondato su un processo di intervento inibitorio nei confronti della pulsione, lo sviluppo dell'incivilimento è affidato nel primo punto di vista — quello della prima teoria dell'apparato mentale — ad una polarità rigida e di opposizione tra conscio ed inconscio, natura e cultura, piacere e realtà, irrazionalità e razionale, che si smorza nella seconda teoria — il modello strutturale quanto basta per rendere meno evidenti e tassativi i confini tra le diverse istanze.
“Edipo e le illusioni della ragione”, saggio già noto di Cecilia Albarella e Mario Donadio, considera i limiti della ragione nella tragedia edipica, per la sfida dell'enigmatico; ma anche il rilievo che hanno la curiosità e la sopportazione dello scacco. I due psicoanalisti rivisitano il mito edipico attrezzati dalla lezione bioniana.
Mario Donadio ancora scrive una breve nota su Edipo e Freud. Considerata la identificazione che Freud fa con Edipo l'Autore si chiede quanto Freud abbia ritenuto di poter fare luce, più di quanto