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Il tema “scrivere la psicoanalisi” ha qualcosa di specifico e qualcosa di aspecifico. Volendo concentrarmi sullo specifico, ho pensato bene di iniziare con un semplice richiamo al qualcosa di aspecifico, cioè ai problemi che la scrittura in se stessa, fin dalle sue origini, ha posto all'umanità. Dev'essere stato un momento ben estatico quello nel quale un uomo ha capito che un fatto concreto - un segno su una tavoletta o su una roccia, un'incisione su una corteccia poteva collegarsi stabilmente ad un fatto di pensiero. Non c'è attività più costantemente simbolica della scrittura, intendo dire - e non c'è attività che ci richiami più costantemente alla realtà originaria del simbolo, alla sua composizione contemporaneamente materiale e psichica.
Restringendo il campo, voglio solo fare due accenni pertinenti alle due radici della nostra cultura attuale: quella classica greca e quella ebraica. In queste due culture infatti - o in alcuni significativi esponenti di esse - il problema e le possibilità offerti dalla scrittura sono stati elaborati assai diversamente.