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Quando ho cominciato a pensare alla possibilità di scrivere qualcosa sullo “scrivere la psicoanalisi”, avevo in mente qualcosa di molto pratico e semplice; non proprio sulle linee di un corso di “scrittura creativa” all'americana, ma qualcosa di simile. La mia intenzione, quindi, era di situare il discorso sul livello della scrittura come comunicazione interpersonale, sostanzialmente il livello sul quale la redazione della Rivista in quanto tale - e non necessariamente in quanto psicoanalisti - si trova ad operare (ed incontra delle difficoltà). Man mano che rigiravo nella mente le idee (poche) che avevo al riguardo, e sotto l'influenza anche di varie vicende S.P.I. A questo punto fatale (nel senso che anche il caso ha un suo ruolo), Alberto Semi mi ha chiesto, a bruciapelo, quale fosse il titolo del mio lavoro per la giornata di studio… e ne è uscito un titolo un po’ ibrido, forse un po’ antipatico, seppur ingentilito dal punto interrogativo che Alberto ha saggiamente aggiunto all'originale. A questo punto fatale (nel senso che anche il caso ha un suo ruolo), Alberto Semi mi ha chiesto, a bruciapelo, quale fosse il titolo del mio lavoro per la giornata di studio… e ne è uscito un titolo un po’ ibrido, forse un po’ antipatico, seppur ingentilito dal punto interrogativo che Alberto ha saggiamente aggiunto all'originale.