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Ho pensato di intervenire anch'io sul problema della valutazione dei lavori che giungono alla Rivista perché il punto di vista del redattore ha alcune peculiarità che lo distinguono da quello dei “lettori”. Come sapete, nell'organizzazione del nostro lavoro il redattore ha il compito di prendere innanzitutto in considerazione, assieme ad ogni lavoro di cui si occupa, i pareri e le osservazioni dei due “lettori” del comitato di lettura a cui il lavoro è stato inviato; questi pareri, riferiti poi nelle riunioni di redazione, vengono messi a confronto e ad essi il redattore aggiunge le sue proprie osservazioni e valutazioni.
Il redattore in questo modo lavora su di un testo “allargato”, costituito dal primitivo lavoro in esame più le letture che già ne sono state fatte; di questo testo allargato entrano a far parte, con il ruolo di personaggi narranti, i “lettori” (assieme al corteo di fantasie circa la loro identità). Il redattore sa tuttavia che anche la sua valutazione complessiva è solo un elemento di una costruzione