You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Su questo tema si è tenuto un “Incontro Intercentri di Psicoanalisi Infantile” al Centro di Psicoanalisi Romano l'8-9 febbraio 1992.
Si è convenuto che identificazione e identità, a partire dalle sue radici nell'infanzia, è tema così centrale alla psicoanalisi, da interessare tutti i lettori della Rivista, che accoglie dunque i lavori dell'Incontro, nell'ordine in cui sono stati presentati e successivamente discussi, con ampia e aperta confrontazione, anche in rapporto ai rispettivi modelli teorici.
Tenterò una visione d'insieme che introduca alle particolari articolazioni del tema nella successione dei singoli lavori.
Il modello implicito in “Disegno, identificazione proiettiva e processi trasformativi” di Ferro non è tanto quello dell'identificazione proiettiva di M. Klein, quanto quello dell'interazione contenitore e contenuto e di contenitore e contenuto trasformati, proposti da Bion da Apprendere dall'esperienza al cap. 12 di Attenzione e interpretazione. Come dice Ferro: “le identificazioni proiettive viaggiano in entrambi i versi, da paziente ad analista e da analista a paziente”,