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Per lungo tempo, in una prima fase dell'analisi di Giorgio — un bambino di cinque anni in trattamento per manifestazioni di travestitismo — la relazione con l'analista sembra che stenti, difensivamente, ad assumere l'idioma di un transfert che sia interpretabile al bambino in termini di fantasie profonde e di angosce correlate. Il lavoro terapeutico non pare che vada oltre l'effetto di stabilizzare l'alleanza terapeutica nella misura in cui vengono alleviate nel bambino le ansie, che gli vengono interpretate, di tradire la mamma se stabilisce un contatto emotivo ed una relazione con l'analista. Per quanto nell'attività ludica e nelle produzioni grafiche si presenti in modo crescente una vasta confusione pre-edipica, a malapena rivestita da una esperienza edipica attuale fragile e pellicolare, il bambino