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Come ricorda Hanna Segal nell'Introduzione a The Oedipus complex today “da quando Freud ha scoperto il complesso edipico, questo complesso è stato riconosciuto come il conflitto centrale nella psiche umana” (1989, 1). Se Freud è riuscito a togliere l'intensità e la forza del complesso edipico nella sessualità infantile, la Klein ha saputo evidenziarne gli aspetti più primitivi. Ne La psicoanalisi dei bambini (1932), la Klein sostiene che la frustrazione orale favorisce l'insorgere dei primi impulsi e fantasie edipici (p. 175). Questo ci permette di ipotizzare che ci sia uno stretto rapporto tra l'Edipo precoce e la relazione al seno dei primi mesi. La frustrazione al seno svilupperebbe nel bambino delle fantasie edipiche precoci (il seno assente è con un altro), cariche di rabbia, invidia e gelosia. Poiché si è a livelli molto primitivi la rabbia è collegata al massimo sadismo (Klein 1932) e le fantasie sono di morte: annientamento e disintegrazione dell'altro. Nello stesso tempo l'angoscia è di annientamento e disintegrazione del Sé. Successivamente, in una ulteriore elaborazione della sua teoria, la Klein arriva a connettere l'Edipo con la posizione depressiva, dove c'è una situazione di ambivalenza.