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L'adolescenza comporta — secondo alcuni autori — un fattore potenzialmente traumatico, che può, ad esempio, portare all'attualizzazione di una potenzialità psicotica, o dissolversi in modo lento e graduale permettendo lo stabilizzarsi dell'organizzazione adulta del soggetto.
Questa potenziale traumaticità è dovuta ai molteplici compiti a cui l'adolescente deve far fronte e che gli sono imposti dal mutamento della realtà interna e di quella esterna: processi, questi, che si traducono in “un continuo oscillare del senso di identità”, per quanto attiene all'adolescente, e nell'acuta perdita dell'identità familiare” (Meltzer 1978), per quanto attiene al mondo familiare che lo circonda.
All'interno della lotta che l'adolescente effettua e che vede in contrapposizione, da una parte, il suo bisogno e la sua capacità di stabilire nuovi legami e nuove identificazioni e pertanto di operare disidentificazioni utili e, dall'altra, il bisogno di mantenere la continuità