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Il quesito che pensavo di sottoporre alla vostra attenzione, in questa giornata sull'analisi infantile dedicata al tema della identità e identificazione, è il seguente: che tipo di identificazione ha fatto il bambino psicotico con l'oggetto? (1).
Fairbairn (1941) in un suo articolo dal titolo “Riesame della psicopatologia delle psicosi e delle psiconevrosi”, ridefinendo la libido come una forza che va primariamente alla ricerca dell'oggetto anziché del piacere, dice che l'intero corso dello sviluppo libidico dipende dalla misura in cui gli oggetti vengono incorporati e dalla natura delle tecniche che vengono utilizzate per trattare gli oggetti incorporati. Ciò premesso si può asserire che una organizzazione in senso psicotico della personalità è da considerare collegata alla relazione oggettuale, contrapponendosi con ciò alla teoria del narcisismo come organizzazione anoggettuale. A sostegno di ciò Fairbairn asserisce che il narcisismo primario può essere definito semplicemente come uno stato d'identificazione con l'oggetto, mentre il narcisismo secondario è uno stato di identificazione con un oggetto che è interiorizzato.
Il ritiro narcisistico dalla realtà, che Freud ha evidenziato come caratteristico dello psicotico, viene qui inteso come ritiro dalle relazioni con oggetti reali privilegiando relazioni interne.