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“Se l'intuizione psicoanalitica non ci fornirà un campo per fare scalpitare gli asini selvaggi, dove potremmo trovare uno zoo che preservi la specie? E d'altro canto, se l'ambiente è tollerante, cosa avverrà dei “grandi cacciatori” che giacciono là, non ancora rivelati o nuovamente sepolti?”
W.R. Bion, Memoria del futuro. Il sogno.
Che cosa Bion avesse in mente nello scrivere “Memoria del futuro” non possiamo saperlo. Probabilmente neppure lui ne sapeva del tutto le ragioni per scriverlo e, se lo avessimo interrogato al proposito, si sarebbe aspettato una nostra risposta più che limitarsi a darci la sua.
La risposta dell'altro (lettore, paziente o chicchessia) era per lui essenziale, e quest'opera, più che le precedenti, suggerisce come Bion ponesse a fondamento del conoscere la partecipazione e l'interazione, sostenendo l'importanza di raggiungere e formulare un proprio pensiero anziché attenderselo da altri, lui stesso o qualsivoglia teoria dell'intrapsichico.
Si è così autorizzati di fronte a “Memoria del futuro “ a dire che