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A distanza di cinque anni dalla sua pubblicazione, l'ultimo e definitivo libro di Ignacio Matte-Blanco ancora attende di essere recensito, esaminato e discusso, come, più marcatamente e indefinitamente, toccò in sorte alla maggior parte dei libri di Bion.
Non sono certo che questa, non così strana, circostanza giustifichi il presente tentativo da parte di chi, come il sottoscritto, ha una conoscenza piuttosto recente e parziale della sua opera e manca di qualsiasi ausilio logico matematico. Nella loro sostanziosa “Introduzione” E. Rayner e D. Tuckett notano che, accanto alle cinque caratteristiche dell'inconscio considerate da Freud nel suo lavoro del 1915, Matte-Blanco ne ha trovate altre otto ne L'interpretazione dei sogni e che tutte hanno in comune l'unificare aspetti che il pensiero tiene distinti e separati: mentre il pensiero tende a distinguere le cose, l'inconscio piuttosto a unire e a fondere.
Negli anni in cui Freud rifletteva sull'inconscio, matematici eminenti riflettevano sui concetti di infinito e di insieme. Per Matte-Blanco esperienze emozionali come onniscienza, onnipotenza, idealizzazione hanno una base infinita, tanto più quanto più intensa è l'emozione. Non stupisca che, come lo stesso Einstein ha precisato, un'esperienza emozionale, un giocare emozionale con immagini più o meno chiare stia alla base della ricerca e della scoperta matematica e scientifica. L'emozione è dunque la madre del pensiero e si esprime negli stessi termini di violazione della logica che osserviamo nell'inconscio. Né l'una né l'altro sono piena espressione del modo indivisibile o simmetrico, ma entrambi sono altamente saturati da esso. Negli strati o livelli psichici, che vanno dal conscio al più profondo inconscio, si trova un intreccio di pensiero asimmetrico e simmetrico in proporzioni e modi diversi, simultaneamente, alternativamente, tridimensionalmente perfino multidimensionalmente. La struttura