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Wo gehen wir denn hin? Immer nach Hause. Così scrive Novalis. Infatti, l'approdo a questa rubrica simboleggia, per Andrea Braun e per me, una specie di ritorno a casa e siamo grate alla redazione della Rivista, che ci da l'opportunità di recensire pubblicazioni in lingua tedesca. Abbiamo accettato l'impegno, non per la presunzione di conoscere meglio di altri colleghi italiani il mondo psicoanalitico tedesco, bensì per il piacere di rituffarci in un mondo per noi essenziale: è come se noi avessimo due case, entrambe care ed importanti. Verso dove andiamo, allora? Il contributo a questa rubrica per A.B. significherà rendere più armonici i suoi due mondi, tedesco ed italiano; per me sarà l'occasione di rinsaldare quella parte delle mie radici professionali che affonda nel mondo mitteleuropeo. A questo proposito, rivolgo un ricordo commosso a coloro che mi avviarono alle psichiatria e all'analisi: Ludwig e Wolfgang Binswanger, Boss, Meerwein, Morgenthaler. Inoltre, la mia gratitudine va al dr. Walser che, ancora dopo tanti anni, sempre segue con simpatia le mie vicende italiane. Un grazie particolare al dott. Kammerer che, memore dei nostri lontani giovanili anni di assistentato a Kreuzlingen, continua ad informarmi sui principali eventi psicoanalitici di Germania.
Come la scelta dell'oggetto amato avviene per motivi narcisistici, così, certe volte, la lettura di un libro può essere fatta perché troviamo soddisfazioni narcisistiche come, per esempio, la conferma di certe nostre idee, ipotesi, predilezioni. Saremo, perciò del tutto parziali e per niente esaustive.
Inoltre, certi argomenti sono specifici della cultura e storia tedesca e, pur essendo degni della più grande attenzione, non sono di primario interesse per i lettori italiani. Perciò, di volta in volta, ne comunicheremo la comparsa, ma non vi ci soffermeremo.
Ci auguriamo che, e usiamo il linguaggio di L. Binswanger, la communio amoris e la communicatio amicitiae ci soccorrano nell'incontro con i colleghi e ci ai