You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Diversamente da altre riviste francesi, Psychanalyse a l'Université non presenta numeri tematici, ma è organizzata in sezioni. Nella sezione “Elaborations thématiques”, mentre Jean-Noci Lavianne (“L'hygiénisme freudien”) analizza, l'infiltrazione nel discorso freudiano di una corrente di pensiero detta filantropica, medica e igienista, Jean Laplanche prosegue la sua rigorosa
riflessione sulla “seduzione originaria”. In “Masochisme et théorie de la séduction géneralisé” propone la teoria della seduzione generalizzata come quadro coerente per ripensare la teoria del masochismo; in “Du transfert: sa provocation par l'analyste” — efficace l'esergo — ribadisce la sua concezione del transfert come dimensione fondamentale dell'essere umano, legata essenzialmente alla priorità dell'altro; infine, nella prima parte de “Le fourvoiment biologisant de la sexualité”, esamina il riemergere nel pensiero freudiano di una concezione endogena della sessualità, appoggiata sul biologico. Nella sezione “Arguments”, Jacques Andrié (“Y a-t-il une tbéorie freudienne de la féminité?”), partendo dalla considerazione del ruolo del padre, propone la femminilità precoce come rappresentazione elementare, nell'ordine della vita libidica, della passività originaria. In una nota, “Schibboleth”, Guy Rosolato mostra come questa parola, nel riferimento biblico, fosse inseparabile dal sacrificio umano e dal massacro tribale. Numerosi, e di diverso approfondimento, i contributi che, nella sezione “Documents et recherches”, si occupano del corpo e della corporeità (fra questi: Paul Bercherie, “A propos des troubles somatiques de fin de cure”), di disturbi dell'identità di genere, di disturbi ossessivi. Ma vi sono anche articoli sul rapporto fra psicoanalisi e storia Jacquy Chemouni, “Histoire et psychanalyse: a partir de l'oeuvre de Georges Devereux”) o sulla questione del legame sociale (Jacques André, “Lien social et liaison pulsionnelle”), dove si presta attenzione alle rappresentazioni del femminil