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È noto che gli eschimesi descrivono la loro famiglia come composta da una complicata parentela
più alcuni antropologi. Noi psicoanalisti siamo, da qualche tempo, nella stessa situazione, il che può essere anche salutare, se non altro perché le spinte esogamiche possono esserne incrementate. Però i ricordi dei parenti acquisiti sono anche utili a rivedere criticamente noi stessi: come è potuto accadere che abbiamo dato di noi di queste immagini? È ciò che ci si chiede leggendo questo amabile pamphlet di Gellner, tutto intriso dell'ironia e del sarcasmo un po' snob dei professori di Cambridge, che parte dall'assunto (che cerca di dimostrare) secondo il quale la psicoanalisi è una religione laica, l'unica sopravvissuta dopo il crollo di quella marxista. Ma se la religione non è che psicologia proiettata all'esterno, che razza di religione sarà quella costituita da una teoria psicologica? Peccato che questo interessante quesito non sia dibattuto da Gellner.