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Questo libro, pubblicato con qualche ritardo da Cortina, merita una segnalazione. È organizzato attorno alla revisione di 4 casi di pazienti schizofrenici, selezionati tra quelli seguiti a lungo in trattamento psicoterapico a Chestnut Lodge (due “andati bene” e due “andati male”) e già entrati nei vari “follow up studies” condotti presso questa celebre istituzione “psichiatrico-psicoanalitica” americana. Una delle storie con buon esito riviste è quella, celeberrima, che la paziente stessa descrisse nel best seller “I never promise you a rosen garden” (la terapeuta era Frieda Fromm Reichmann). McGlashan, che è stato direttore dei programmi di ricerca a Chestnut Lodge, è autore assai noto agli psichiatri per gli studi catamnestici e sull'efficacia delle psicoterapie condotti su ampie casistiche. Ma qui, in un certo senso, la prospettiva è rovesciata; anzi, il lavoro nasce proprio dall'insoddisfazione per i molti problemi lasciati scoperti dal lavoro sui grandi numeri (che fanno perdere il senso delle vicende cliniche) e dalla riaffermazione del valore scientifico dello studio accurato di singoli casi. È possibile, dalla ricostruzione delle caratteristiche della relazione terapeutica e delle sue dinamiche capire cosa è successo e quali sono i fattori in gioco nei diversi esiti? La riflessione incrocia ovviamente il dibattito americano sulla natura dei disturbi schizofrenici e quello sull'efficacia delle psicoterapie; e approda