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“Chi sono gli omini?
Non c'è dubbio che essi siano parenti stretti del sognatore (…) condividono il suo apprendistato e chiaramente hanno appreso con lui a costruire lo schema di un buon racconto e a disporre le emozioni in ordine progressivo; soltanto, io penso, il loro talento è maggiore e una cosa è fuori di dubbio: essi sanno presentargli una storia pezzo per pezzo, come un romanzo a puntate e tenerlo nel frattempo all'oscuro circa la conclusione. Allora chi sono costoro? (…) Sono gli Gnomi (…) che fanno metà del mio lavoro mentre io sono profondamente addormentato e (…) con ogni probabilità, fanno anche il resto in vece mia quando sono ben sveglio e credo ingenuamente di essere io stesso a svolgerlo. La parte che vien fatta mentre io dormo è indiscutibilmente opera degli Gnomi, ma quella che vien svolta mentre io sono alzato e al lavoro non è affatto necessariamente mia, dal momento che tutto tende a dimostrare che, anche in questo caso, gli Gnomi ci mettono lo zampino”.
Robert Louis Stevenson
A Chapter on Dreams, 1888