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Clara Capello [Professore di Teorie della personalità e delle differenze individuali all'Università di Torino] e Paola D'Ambrosio [laureata in filosofia, interessata alla metodologia psicoanalitica] chiedono ad adolescenti di ieri (nati tra il 1946 e 1966) e di oggi (nati tra il 1972 e 1979) di partecipare, con i loro scritti, anonimi, a una ricerca sul far poesia, sulla creatività in adolescenza: ne nasce un libro.
Preceduta da una sapiente presentazione di Renata Gaddini e da una introduzione ricchissima di citazioni psicoanalitiche (psicoanalisti di oggi: Diatkine, Blos, Laufer, Ladame, Novelletto, Giaconia, per citarne alcuni, mentre, tra gli psicoanalisti di ieri, un posto preminente spetta a Winnicott), la raccolta si articola in sei capitoli successivi, dove i testi degli adolescenti si intrecciano con le riflessioni delle autrici, che spaziano da: le funzioni della scrittura nell'adolescenza (cap. I) a: lss'aspirazione artistica: area transizionale e formazione di compromesso (cap. VI), toccando lungo il percorso i grandi temi dell'adolescenza, come il “trattamento” dell'affettività, della sessualità, delle problematiche di separazione e di lutto, del formularsi stesso del pensiero.
“In che misura — si chiedono le autrici — è possibile recuperare e interpretare, attraverso l'analisi testuale, la vita emotiva dell'adolescente, cristallizzata in parole scritte?”
Il lavoro delle curatrici della raccolta poggia sugli studi intorno alla figura retorica di Francesco Orlando (1979, 1980, 1982) e alla passione indiziaria di Carlo Ginzburg (1979, 1980): “Se la realtà è opaca, esistono zone privilegiate — degli indizi — che permettono di decifrarla”.
Si legge infatti nell'introduzione (pag. 26): “IL contributo teorico e metodologico di Orlando sulla letteratura, in rapporto alla psicoanalisi, ci è parso illuminante per il nostro lavoro: in primo luogo per il fatto che la letteratura è considerata un fenomeno a sé da