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Con una presentazione di Limentani, la Nissim Momigliano presenta 5 “lettere”, 3 delle quali (“‘A Spell in Vienna”), “TheAnalytic Setting” e “The Psychoanalyst in the Mirror”) ci sono già note, mentre le ultime due (‘The Supervisor at Work” e”On the Candidate Side”) sono inedite e riguardano problemi e dubbi nei quali incorrono i protagonisti del training: un doppio punto di osservazione, dice l'autrice nella sua prefazione, che ha introdotto un “effetto Rashomon”. Gli psicoanalisti italiani, che, dice Limentani nella presentazione, vivono la situazione di lavorare in un paese la cui lingua non è familiare ai lettori del mondo anglosassone, riescono tuttavia con una certa frequenza a far sentire la loro voce nelle riviste e nelle collane di libri anglosassoni: non può non colpire che italiani, seppur molti dei quali per motivi diversi atipici (chi nato all'estero o ivi formato o residente), siano gli autori o coautori di parecchi volumi fra quelli pubblicati negli ultimi anni nei Karnac Books o nella New Library of Psychoanalysys della Routledge. Un augurio per gli attuali e futuri analisti, di essere meglio e prima conosciuti all'estero; un augurio che va facilitato con opportune operazioni culturali della Società (distribuzione della versione inglese della Rivista di Psicoanalisi; promozione della partecipazione di psicoanalisti italiani ai congressi internazionali).