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Dell'ultima edizione di questo sempre interessante volume annuale del Chicago Institute for Psychoanalysis considero due articoli, quello di Modell (The private self and private space) e quello di Sorci (The selfin andout of relatedness), che approfondiscono concetti collegati alla dipendenza/indipendenza e alla ricerca della privatezza e della relazionalità, da sempre oggetto di interesse e, specie negli ultimi anni, anche di discussioni e di controversie. L'articolo di Modell chiarisce con particolare incisività e pregnanza concetti già presenti in volumi precedenti di questo Autore già recensiti dalla Rivista, del peso uguale che hanno il bisogno di dipendenza e quello di autonomia. Modell esamina le limitazioni concettuali e cliniche di un punto di vista psicoanalitico circoscritto alle relazioni oggettuali, sottolineando l'importanza dello spazio privato e del sé privato, che evidenzia gli aspetti di non dipendenza dagli altri e di autonomia in contrasto con la dipendenza del sé sociale. Questo è, a suo parere, un limite della visione anche di Kohut, che da rilievo al bisogno dell'oggetto sé per tutto il corso della vita e che, ignorando ogni esperienza che ha luogo al di fuori del contesto interpersonale, sottovaluta in modo arbitrario il bisogno di competenza autonoma e arriva a ritenere patologica la aspirazione dell'essere umano alla autosufficienza. Il sé privato descritto da Modell è l'area nella quale ogni individuo sviluppa le proprie iniziative e sperimenta l'efficacia, la padronanza e la competenza, fonti di piacere diverse da quelle della relazionalità e del piacere sensuale o sessuale, e nella quale esiste la possibilità di venire a contatto con il proprio nucleo affettivo e con i propri interessi e creare un mondo interno che non è solo una misura