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Il primo numero, “Paura della fusione”, comincia con un interessante articolo clinico autobiografico di una psicoterapeuta infantile, Ellen Stockdfale Wolfe, che descrive la propria sindrome di autismo secondario consistente in uno splitting della personalità con sintomi nascosti (ecolalie, momenti deliranti, ecc.) e buona capacità di adattamento, che è stata curata con una terapia cognitiva e comportamentale, con buoni risultati. Questa relazione clinica è stata sottoposta a diversi autori (Anzieu, Tustin, Alvarez, Weininger, Haag, de Benedetti Gaddini) che si sono impegnati nella discussione dell'aspetto arcaico delle prime percezioni del bambino che diventerà autistico e delle modalità con cui il contatto e il contenimento fisico ed emotivo, la condivisione emotiva, la partecipazione emotivo-fantastica della madre consentono lo sviluppo delle capacità fisico-emotivo-mentali necessarie al bambino per una crescita sana. Palombo si distingue sottolineando un eventuale aspetto biologico deficitario e la Piontelli descrive l'osservazione di feti con comportamento autistico. Nel secondo numero, “Impatto del genere sul transfert e controtransfert”, gli autori (Lester, Goldberger, Karme, Diamond Marcus) esprimono opinioni complessivamente molto differenti tra di loro. Sono forse concordi nell'evidenziare che nel rapporto analitico tra donne il livello raggiunto dalla regressione può essere più profondo e che l'inizio dell'analisi può comportare più problemi di identificazione quando l'analista è di sesso diverso