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Al di là di Piero Leonardi amico e collega, quale per anni in molti abbiamo avuto la fortuna di conoscere, stava la natura e la statura di Piero Leonardi psicoanalista clinico e teorico. Natura e statura discrete, sfumate, come era nello stile generale dell'uomo. Ne ebbi una prima anticipazione molti anni fa partecipando a gruppi di discussione da lui condotti in ospedale psichiatrico (a questa attività di Leonardi nelle istituzioni fa riferimento Eugenio Gaburri). In questa sede e in questi momenti ben si percepiva il suo particolare rapporto con la clinica psicoanalitica. Leonardi (1971a; 1971b) ha lasciato vari documenti di questa sua attività. Ma è essenzialmente nei suoi lavori psicoanalitici che Leonardi, scrittore molto interessato alla teoria, a questa si dedica sempre all'interno dell'osservazione e riosservazione della sua esperienza di clinico. Per cui la teoria psicoanalitica di Leonardi risulta distribuita come una vena di materiale prezioso nel materiale clinico, che è per lui il compagno inseparabile del suo pensiero teorico.
I lavori psicoanalitici di Leonardi sono molto densi. Naturalmente questa presentazione corrisponde al mio modo di leggerli e di estrarne alcuni temi, quelli a me più congeniali e a mio avviso più importanti. È inevitabile, dunque, che sia presentato qui il mio Leonardi teorico e clinico e che quello che segue sia commisto