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“Ho già detto che è importante fare giochi psicoanalitici nel contesto della revisione giornaliera del lavoro analitico; e un gioco prezioso consiste nel supporre quali sarebbero state le interpretazioni e quale strada avrebbe potuto imboccare l'analista se il materiale fosse stato categorizzato in maniera del tutto diversa rispetto alle congetture e interpretazioni da lui effettivamente fatte.”
Bion W.R. (Trasformazioni, 1965)
“Il prefetto era stato attentissimo: “l'abbiamo l'atlante per visitare la mia prefettura … Ma quand'è che sarà finito?” … “Mah… è come se fossi sempre all'inizio! … Queste regioni non sono lì fisse e ben piantate per terra. A me sembra quasi che si formino dal niente, anche tante. E poi magari non si trovano più. Cioè qualcuno le ha viste, ci passa attraverso, e poi tutto a un tratto non se ne riesce a sapere più niente. E quindi non si può dire di sicuro se ci sono ancora da qualche parte o se sono svanite. … si interrompono gli scambi. È questione di informatori, di bilingui che stiano sulla frontiera o che vadano e vengano, e ce ne dican qualcosa. … Forse stanno lì ad aspettare che qualcuno ci entri … non si possono definire una volta per tutte.” … “Allora che atlante facciamo?” “Io direi che un atlante lo faremo di carta velina, perché si vedano in trasparenza i fogli di sotto.” … “Lo facciamo stampare.” … Ho detto che si poteva, ma che hanno questo di strano le sue prefetture: che forse dipendono dagli occhi di chi va a visitarle. E se anche qualcuno torna a vedere una terra o una popolazione di quelle, non si può dire che sia sempre la stessa, o che sia la stessa che un altro ha già visto. Perché a lui magari appare completamente diversa, a seconda del modo che ha di osservarla o dell'umore al momento di entrarci.