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“… The same things happen again and again.
Men learn little from others’ experience.”
T. S. Eliot
In questo scritto mi occuperò delle prime fasi dell'analisi, in cui il paziente e l'analista si incontrano e pongono le basi della loro relazione e, più specificamente, mi riferirò alle situazioni problematiche in cui le condizioni del paziente non permettono di utilizzare lo scambio verbale come veicolo di comunicazione privilegiata per costruire una esperienza condivisa. Intorno a questo problema le polemiche non si sono mai totalmente acquietate, anche perché le difficoltà nel trattamento di pazienti psicotici e borderline continuano a cimentare gli analisti nella loro quotidiana attività clinica, al di là e indipendentemente dalle divergenze di scuola. La mia tesi è che, soprattutto in presenza di serie patologie, i fenomeni iniziali vanno considerati parte integrante del processo analitico anche se richiedono strumenti tecnici adeguati, indispensabili per condurre a buon fine il trattamento, con i pazienti carenti di identità,