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Terminando questa recensione, ho avuto notizia della scomparsa di Francesco Corrao, indimenticabile maestro ed amico; ho conservato il testo così come l'avevo scritto: è un modo per sentirlo ancora vivo e presente.
“Psicoanalisi futura” è un omaggio che alcuni colleghi psicoanalisti hanno voluto dedicare a Francesco Corrao in occasione del suo 70° compleanno. Nella sua introduzione Dario De Martis ci ricorda la qualità e i meriti del lavoro clinico-teorico di Corrao che ha introdotto “fermenti di novità quali la riflessione su Racker e soprattutto su Bion, sulla narratologia, la linguistica e la topologia, nonché sul significato dell'esperienza gruppale”.
La dimensione bioniana del testo, all'interno della quale si colloca il lavoro clinico-teorico di Corrao, è già allusa dal titolo, che richiama in maniera suggestiva “Memoria del futuro” di Bion, recentemente tradotto in italiano. Anche “Memoria del futuro” ci ricorda Parthenope Bion, è un “testo che si trova effettivamente sulla frontiera della psicoanalisi futura sia perché racchiude il percorso di un analista attraverso le grandi teorie di Freud e Klein, sia perché è a sua volta un invito ad andare oltre queste teorie, senza tradire la loro essenza”.
Il futuro della psicoanalisi viene interrogato a questo proposito da Luciana Nissim nella sua accezione più concreta quando si chiede: “c'è un futuro per la psicoanalisi come scienza, come procedimento terapeutico, come professione e carriera?” ed auspica che dentro il campo dei professionisti della salute mentale rimanga almeno un piccolo gruppo a studiare e ad amare la psicoanalisi.
Memoria del futuro, ci ricorda Parthenope Bion, contiene un modello teorico che viene svelato gradualmente attraverso i discorsi di diversi personaggi; il contenuto narrativo è molto denso in quanto