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Benedetti è italiano di nascita, svizzero di adozione, eclettico nel suo orientamento scientifico. La sua posizione teorica si basa su di
una sintesi di fenomenologia, di psicologia del profondo, di formazione e trasformazione simbolica della psicopatologia. È un antesignano nella pratica della psicoterapia individuale di psicotici e di casi limite. Da quasi cinquanta anni egli profonde le sue energie in tale difficile lavoro e conserva intatti rispetto umano, entusiasmo, disponibilità nei confronti dei pazienti. E la psicoterapia diventa “sfida esistenziale”. La sua comprensione della psicodinamica dei pazienti e la sua teorizzazione sono in continua evoluzione. Nell'attuale volume, l'autore fa particolare riferimento ad un approfondimento delle ricerche e degli sviluppi del suo pensiero degli ultimi dieci anni. Vi inserisce vari scritti, alcuni già in precedenza pubblicati, ma i più qui stampati per la prima volta. Viene presentata, in modo esauriente, l'elaborazione di tre concetti:
la “positivizzazione” della identità di sé del paziente nella psicoterapia;
la “psicopatologia progressiva”, che nella psicoterapia diventa una nuova edizione della psicosi, però con una prospettiva comunicativa;
il “soggetto transizionale” (che è da tenere ben distinto dall' “oggetto transizionale”), come realtà psichica autonoma intermedia tra paziente e terapeuta.
È mostrato lo sviluppo del pensiero e della tecnica da una psicoterapia verbale ad una psicoterapia figurativa, cioè basata sul disegno, ma dove viene usata una tecnica molto strutturante. È chiaro che si tratta soprattutto di contenere e di strutturare menti scisse, di dare sollievo a sofferenze inaudite, ad angosce impensabili. Nell'incontro col malato, non è solo la psicopatologia che interessa, ma anche la contemporanea trasformazione della nostra propria identità nell'incontro con la psicopatologia, dunque la dualizzazione della perdita di identità. Noi viviamo il vissuto sconvolgente del paziente che si sta disintegra