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Sono usciti gli atti dell'ultimo colloquio di Friburgo su psicoanalisi e letteratura, dedicato al tema: “Separazioni”. Al lettore italiano può risultare particolarmente interessante che il volume presenti un aggiornamento al 1992 di una precedente selezione bibliografica contenuta in Literaturpsychologie 1945-1987 . Si tratta di un fondamentale repertorio per chi affronti studi su questo argomento o voglia segnalare al curatore proprie pubblicazioni. Gli atti si aprono con un necrologio di Frederick Wyatt, mancato nel settembre 1993 all'età di 82 anni. Con Wyatt il gruppo di Friburgo perde uno dei promotori del confronto interdisciplinare tra psicoanalisti e studiosi della letteratura. Del volume segnalerò i principali contributi: il primo esplora come la tensione venga generata nel testo letterario introducendo il motivo della separazione. Anz constata che nella letteratura contemporanea esiste una tendenza a prolungare la tensione anche oltre la fine del testo e suppone che questo derivi dalla consapevolezza che la ricomposizione s'imparenta con la morte, laddove separazione, differenziazione e tensione caratterizzano la vita. La tematica della separazione in La prisonnière di Proust è l'oggetto del contributo di Dettmering, che illustra le diverse conclusioni a cui si arriva leggendo il testo come parte di un'opera oppure come a sé stante. Gutjahr collega il contemporaneo Bodo