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Lo spunto originario delle riflessioni che intendo proporre è stato l'articolo di Leo Rangell (1973) nel quale l'Autore esponeva la sua preoccupazione per una situazione che ebbe a definire “sindrome del compromesso d'integrità” (C.d.I.) e relativa alla scorretta soluzione d'un conflitto d'interessi.
Dopo un breve excursus della storia delle scissioni all'interno del movimento psicoanalitico, Rangell afferma che “Ciò che era davvero nuovo, o particolarmente evidenziato in questi pensatori, spesso originali, avrebbe potuto essere aggiunto al corpo principale sotto forma di un interessante articolo o volume; e fu in effetti così aggiunto da altri, senza contraddire e con maggior utilità per l'insieme. (…) Ma quali che siano i loro punti di divergenza, in tutti i casi i sistemi alternativi utilizzano il meccanismo della “pars pro toto”. Privilegiano cioè qualche aspetto dell'insieme del sapere psicoanalitico, sacrificando la restante parte che rimane quindi scissa e non integrabile. Continua Rangell: “Una caratteristica in comune a tutto questo campo di parti frantumate è che, in grandissima maggioranza, queste sono al di là del dibattito; l'argomento razionale ed il discorso scientifico non prevalgono, smarriti di fronte alla psicologia di gruppo.