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Una piovigginosa Londra ha accolto i circa 300 partecipanti alla conferenza dell'IPA sulle applicazioni cliniche della ricerca in corso nei disturbi borderline. Erano presenti una ventina di colleghi italiani equamente divisi tra membri SPI ed esterni.
L'argomento era avvincente e stimolante; partecipavano come relatori e discussants praticamente tutti i maggiori ricercatori nel campo, con la sola eccezione, forse, di Masterson, Gunderson e Waldinger.
Credo che il solo leggere i titoli delle relazioni, i nomi dei relatori e dei discussants sia sufficiente per comprendere ed apprezzare la qualità della conferenza. Questo era il programma:
Ulrich Sachsse: “Il disturbo borderline di personalità come sequela di un trauma”. Discussant: Vamik D. Volkan.
John F. Clark in: “Un trattamento psicodinamico per il paziente borderline: risultati preliminari”. Discussant: Nick O. Temple.
Otto Kernberg: “Diffusione di identità e modificazione strutturale: dati della ricerca”. Discussant: Daniel Widlocher.
Anne Alvarez: “L'identificazione proiettiva come comunicazione: la sua essenza basilare nel bambino borderline psicotico”. Discussant: Elisabeth Spillius.
(*) con la collaborazione di Cristina Carra e Fabio Madeddu
Paulina Kernberg: “Una rating scale per l'attitudine del terapeuta verso la ricerca nel borderline”. Discussant: Gerald Adler.