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Un congresso nazionale è sempre un avvenimento importante nella vita di un'associazione scientifica, in quanto rappresenta il punto focale intorno al quale si coagulano elaborazioni e confronti, oltre ad essere un momento di incontro che cementa e rafforza gli obiettivi comuni. E proprio per tali motivi credo che quest'anno il nostro congresso abbia rivestito un'importanza del tutto particolare. La SPI usciva infatti da un periodo travagliato durante il quale molte, troppe energie dei soci erano state assorbite dalle note traversie istituzionali. D'altra parte, lo sappiamo, ogni gruppo attraversa nella sua vita momenti difficili, nei quali è necessario avere il coraggio di fare delle scelte, operare dei sacrifici, rivedere le “regole del gioco” e adottare il sano strumento dell'organizzazione. Sono momenti che creano amarezze e smarrimento e fanno perdere di vista gli obiettivi del lavoro clinico e di ricerca, che costituiscono il senso stesso della nostra comunità. Ecco perché si avvertiva, già da tempo e diffusamente, il bisogno di avere qualcosa di comune intorno a cui ritrovarsi a lavorare tutti insieme senza conflitti e spaccature. Da queste premesse ritengo che il X° congresso abbia preso origine e credo che abbia avuto il