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Questo lavoro nasce dall'idea di avviare una riflessione sul nostro modo di intendere, oggi, la funzione analitica partendo da una ricerca volta a mettere in luce, nelle posizioni di vari autori, come e quanto la funzione analitica sia stata paragonata a quella genitoriale.
La metafora del bambino nel paziente e la parallela configurazione dell'analista in ruoli di madre o padre sono elementi ormai così ubiquitari nel nostro linguaggio teorico e clinico che non è facile ricostruirne le origini e riconoscerne gli usi specifici.
Si tratta di un leitmotiv che ha accompagnato soprattutto la diffusione in psicoanalisi dei modelli relazionali, ma il problema di definire la funzione analitica nei confronti della funzione genitoriale è ben presente, anche se in forme meno vistose, già nel cuore del modello pulsionale freudiano.