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Nel primo numero dell'annata 1993, che completa l'indagine su Les jumeaux et le double, iniziata nell'ultimo numero del 1992, oltre ai contributi della Sourzat e della Bernos che, in modo diverso, sottolineano l'importanza del fantasma di gemellarità, va segnalato l'ampio lavoro di Kaës su Le complexe fraternel. Aspcets de sa spécificité, analizzato a livello mitico, gruppale e fantasmatico. Per Kaes il complesso fraterno non è soltanto o in primo luogo uno spostamento o un evitamento o una preelaborazione del complesso edipico, ma una struttura specifica, con una dinamica ed una economia proprie, che si colloca fra “sessione” (la separazione primaria dalla madre, costitutiva dell'alterità) e “sessuazione”. Avoir droit è invece il titolo del secondo numero dell'anno. La de Mijolla-Mellor, ricostruendo un atto omicida, pone il problema del contributo che la psicoanalisi può dare all'indagine circa i fondamenti della pratica giuridica. Vichyn, analizzando attraverso il “Michael Kohlaas” di Kleist il rapporto del paranoico con il diritto, descrive la paranoia come ricapitolazione della “penetrazione” che fonda la comparsa della sessualità infantile. Stoloff, partendo dal problema delle implicazioni teorico-cliniche della pratica del rimborso delle spese per terapie analitiche, si pone più ampi interrogativi