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“La psicoanalisi (…) è un progetto di conoscenza che si oppone al profondo desiderio di accecamento passionale e di alienazione che alberga nel cuore di ogni soggetto umano”, afferma Stoloff, membro del Quatrième Groupe, che in questo libro intende “mostrare la base razionale e critica della metapsicologia e del metodo psicoanalitici”, ristabilendo la loro discendenza dalla “tradizione critica” per l'impossibilità strutturale di evacuarne il soggetto dell'osservazione. Contro le deformazioni scettica (dello “scarto massimo” fra teoria e pratica) e teoricista (dello “scarto nullo”), contro l'affermazione di un'antinomia tra i discorsi scientifico o filosofico e un preteso discorso analitico (semmai giustificandola con la nozione di “taglio epistemologico”), Stoloff riprende in esame il modello della cura-tipo (come asintoto ed orizzonte che lascia sussistere fra teoria e pratica uno scarto elaborabile, realizzando un equilibrio specifico della psicoanalisi) e soprattutto il ruolo dell'interpretazione, come progetto di pensiero dell'analista nei confronti dell'Io. Indagando “Il pensiero dell'analista, l'analizzabile e l'interpretazione”, il rapporto fra “Interpretazione e conoscenza”, le modalità de “La discussione dell'interpretazione” e “Gli ostacoli alla comunicazione fra psicoanalisti”-questi