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I riferimenti bibliografici (che fan seguito all'articolo di E. Orlandelli e F.M. Ferro, centrale in questa raccolta di studi clinici) si aprono con l'opera di F. Alexander, Medicina psicosomatica e si chiudono con D.W. Winnicott, Psychosomatic illness in its positive and negative aspects . È noto l'approfondimento che portò, dalla formulazione dei problemi basata sul postulato della “conversione somatica”, al superamento dei termini puramente eziologici (cioè di psicogenesi della malattia somatica) ed all'introduzione di correlazioni fondate sull'economia difensiva della malattia. Queste correlazioni, che rispettano la complessità ed eterogeneità delle connessioni psico-organiche, sono così sintetizzate dagli Autori con riferimento all'elaborazione teorica di Winnicott: “la malattia…viene ad assumere un significato che appare difensivo nei confronti di angosce particolarmente profonde, ovvero delle angosce di perdita del Sé legate al timore della frammentazione e del crollo psicotico, a cui le carenze nel processo di simbolizzazione sembrano esporre”. Le carenze di simbolizzazionenei malati di rettocolite ulcerosa vengono attentamente documentate in osservazioni psicodiagnostiche condotte col metodo dell'intervista psicoanalitica e colle tecniche tradizionali della psicologia clinica. L'interpretazione è data sulla base della concezione di Bion (nella riproposizione che ne fa Meltzer), ricorrendo alla funzione di un apparato protomentale strutturante la scarica degli elementi beta in un'organizzazione “somatopsicotica”. Siamo ormai lontani dalla ricerca sulla funzione di rappresentazione del desiderio nel sintomo nevrotico. Vuol dire questo un essersi allontanati anche dall'ambito e dalle possibilità della psicoanalisi, quasi che essa rinviasse, per via delle sue stesse teorizzazioni, ad altro genere di ricerca? E in effetti il sintomo che si propone al medico ed allo psichiatra mostra qualcosa come unaproto-rimozione della soggettività o, meglio, qualcosa di deca