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L'11 gennaio 1995 è morto a Roma Ignacio Matte Blanco. Dal 1990 una lunga malattia lo aveva dolorosamente sottratto alla ricerca ma non all'affetto vivissimo dei suoi familiari e di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
I suoi studi innovativi sulla logica dell'Inconscio hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo della teoria psicoanalitica. Di lui è stato detto che ha introdotto l'infinito nella psicoanalisi: una definizione appropriata per riassumere attraverso un unico concetto il percorso intellettuale di tutta una vita.
Era nato a Santiago del Cile nel 1908. Dal padre, facoltoso proprietario terriero che aveva importato nel paese le tecniche più moderne di allevamento del bestiame, aveva ricevuto in dono la passione per la sperimentazione scientifica precisa e rigorosa.
Dopo la laurea in medicina conseguita nel 1930, già professore di fisiologia, decide di trasferirsi a Londra nel 1934, dedicandosi alla formazione come psichiatra e come psicoanalista.
Analizzato da Walter Schmideberg, genero di Melanie Klein, con quest'ultima fa l'esperienza di seminari che riterrà in seguito decisivi per l'elaborazione delle sue teorie sull'emozione. Sempre in quel periodo aveva iniziato con Bowlby e con Paula Heimann un'amicizia che non è mai venuta meno. Divenuto membro della Società Britannica nel 1938, si trasferisce successivamente in America dove soggiorna fino al 1944 insegnando in diverse università.
Il rientro nel Cile lo vede subito impegnato con l'entusiasmo che gli era caratteristico in diversi progetti: dall'esperienza della coltivazione intensiva di agrumi alla creazione di un gruppo di operatori di varie discipline medico-sociali. I suoi interessi spaziano in quegli anni dagli studi di Sheldon sulla costituzione, alla medicina psicosomatica, alla nevrosi ossessiva, all'alcoolismo e all'ipnosi. Nel 1949 viene riconosciuta ufficialmente dall'Ipa la Società Psicoanalitica Cilena, alla quale aveva dato un impulso determinante. In quel periodo di