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Pur chiedendomi se sia lecito scomodare grandi personaggi per modeste questioni mi sono permesso di evocare la presenza di Edipo Re.
Trattando la leggenda come un fatto reale e prendendo come punto di riferimento Sofocle, può essere utile che fornisca qualche ragguaglio su quanto il mito ci tramanda sulla vita di Edipo nella sua patria di adozione. Edipo entrò piccolissimo, si direbbe di pochi giorni, a far parte della casa di Polibo, Re di Corinto. Era un bambino ferito fisicamente ma, presumibilmente, queste ferite dovettero cicatrizzarsi rapidamente. Anche le ferite psichiche non lasciarono tracce a prima vista evidenti. Egli era dotato di straordinaria forza fisica, oltre che di una eccezionale intelligenza e statura morale. Alto e grande come Laio, dice di lui Giocasta, la sua qualità di guerriero è confermata dalla strage che egli seminò al trivio di Focide ove, in un baleno, da solo, fece scempio di quattro persone. Per quanto riguarda l'intelligenza egli passò ai posteri come solutore di enigmi. La casa di Polibo e di Merope era gravata da una maledizione, poiché tale era considerata, nella Grecia arcaica, la sterilità dei coniugi. La coppia dovette accogliere l'arrivo del rampollo, che certamente recava le tracce della sua nascita aristocratica, come il segno di un perdono degli dei. Essi si sentirono da lui salvati. Alla domanda di Edipo, che chiedeva al messaggero come