You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Un libro breve, che non pretende di dire più di quello che dice, è già di per sé una gran cosa. Ma è una cosa ancora più rara e preziosa se a questi pregi unisce chiarezza, semplicità, rigore e sguardo panoramico, per trattare un argomento di grande interesse teorico e di particolare rilevanza pratica. È questo il caso del libro di Gilda De Simone sulla conclusione dell'analisi.
Il problema della fine dell'analisi si colloca in posizione preminente al crocevia dei tre fondamentali livelli: teorico, clinico e tecnico (Bergeret 1987). La teoria della fine dell'analisi, infatti, non può che essere conseguente alla teoria del processo psicoanalitico e delle sue finalità, ed è connessa alle questioni intorno alla analizzabilità, nonché alle concezioni della sanità mentale e della psicopatogenesi, cioè, in definitiva, alla concezione della struttura e del funzionamento della mente.
A rigore, dunque, non si potrebbe parlare della fine dell'analisi di per sé, ma bisognerebbe inquadrare il discorso nella specifica teoria seguita, scelta all'interno delle ormai molte teorie psicoanalitiche a disposizione. Nel vasto campo della psicoanalisi, infatti, allo stato attuale