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Pensare il tempo è un'impresa vertiginosa. Nell'undicesimo libro delle sue Confessioni, Agostino scrive: “Ora, che cos'è dunque propriamente il tempo? Se nessuno esige da me una risposta, lo so. Ma se voglio spiegare, a uno che me lo domandi, che cosa sia il tempo, non lo so.” E ancora: “Ma il mio cuore arde di conoscere questo intricatissimo enigma.”
Prima di Agostino, Simplicio, neoplatonico ateniese, autore di un commentario alla Fisica di Aristotele, scriveva: “…che dunque il tempo viga già sempre anticipatamente, ciò è manifesto fin dal principio non solo per il saggio, vale a dire per i pensatori, bensì per ognuno… Ora però, che cosa sia il tempo stesso, se uno domandasse ciò, perfino il più saggio difficilmente saprebbe trovarvi una risposta.”
Queste citazioni sono tratte dai “Seminari di Zollikon”, tenuti da M. Heidegger in casa di M. Boss nel 1965.
Mi rendo conto che non dovrei ignorare del tutto il pensiero filosofico, volendo trattare del tempo. Tuttavia, poiché il mio sguardo profano non si spinge oltre le formulazioni di Agostino, eviterò