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L'interesse crescente della psicoanalisi per l'indagine delle patologie gravi e per la possibilità di applicazione del metodo psicoanalitico in taluni settori istituzionali ha condotto, tra l'altro, ad esplorare diversi orizzonti della ricerca e della cura. Dal momento che uno degli aspetti, a mio avviso, più affascinanti e, nel contempo, più affidabili del metodo psicoanalitico consiste nella sua continuità teorico-clinica, l'adozione di nuove chiavi di lettura e di intervento, nella nostra disciplina, poggia le basi sugli elementi classici, eventualmente “rivisitati” e riconsiderati. È questo il caso del recupero di interesse per il controtransfert inserito, oggi, nella prospettiva di una teoria della relazione analitica.
Le ipotesi che si intendono qui discutere concernono: a) la possibilità di inscrivere i sogni dell'analista con connotazioni controtransferali nell'ambito della trama onirica che caratterizza gli aspetti più profondi della coppia analitica al lavoro; b) la possibilità — suggerita dall'osservazione clinica — che le espressioni oniriche