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La “dimensione estetica dell'esperienza” è un libro nato da un lungo e amorevole lavoro, svolto da tanti, orchestrato alla fine nella sua edizione conclusiva da Loredano Matteo Lorenzetti, nella veste datagli da Franco Angeli Editore. Apprendiamo dalla presentazione dello stesso curatore gli ingredienti fondamentali dell'opera: dieci anni di lavoro attorno al progetto “Uomo-Arti-Terapia”, avviato nel 1984 dal Settore Servizi Sociali della Provincia di Milano, venti anni di attività del Gruppo di Psicologia delle Arti dell'Istituto di Psicologia della Facoltà Medica dell'Università Statale di Milano, e i corsi promossi dalla Provincia di Milano, inerenti lo stesso progetto.
Il nucleo fondamentale del libro è l'uomo nella sua dimensione estetica, nella pratica delle arti e nel suo bisogno di cura. Le finalità dell'opera, dell'opera svolta, fatta negli anni, di cui il libro è testimonianza scritta, è, con le parole del curatore, “il miglioramento della qualità dell'esistenza umana, delle realtà sociali, dell'aiuto alla sofferenza della persona”. Le coordinate tra le quali i contributi si vanno iscrivendo riguardano i registri della percezione, delle emozioni, degli affetti dell'immaginazione e della creatività, con un riguardo non piccolo ai fenomeni inconsci e alla motivazione inconscia: né potrebbe essere diversamente lavorandosi sul e con il fatto estetico.
Accettare le ragioni dell'arte, fare un posto all'immaginazione e soprattutto integrare ragione e passione, pensiero e sogno non è stato facile nella cultura contemporanea. L'illusione positivistica prima e gli scopi utilitaristici dopo hanno lasciato poco spazio ad un incontro fruttuoso tra la ragione e l'emozione. A ragione e con insistenza, nel rivisitare il dialogo contemporaneo arte-scienza, Marcello Cesa-Bianchi e Loredano Lorenzetti ricordano Paul Feyerabend, il paladino della integrazione ragione-emozione, il critico della frattura tra di esse. La scissione ragione-emozione è divenuta un luogo comune della