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Circa 160 pagine suddivise in sei capitoli, Una rassegna bibliografica “concentrata”, sul sogno. Un pensiero strutturato ed esposto in modo “semplice, lineare e coerente” (gli aggettivi sono tra virgolette perché sono gli stessi che l'autore usa a pagina 156 per commentare il suo modo di porsi di fronte alla realtà). 140 autori citati (quasi uno per pagina come media!); sul podio per il numero di citazioni stanno in ordine Freud, Jung e Fossi stesso. Una sintesi dei principali concetti psicoanalitici — mantenendo sempre il focus sul sogno — corredata da ampie e argomentate critiche. Una proposta personale che, partendo da certe considerazioni di carattere generale, concernenti il modo di concepire la terapia psicoanalitica da parte dell'autore, ci descrive il suo modo di intendere e di utilizzare il sogno anche nella pratica clinica.
Questo l'inquadramento generale dell'opera. Andiamo adesso a guardare da vicino ciò che il professore fiorentino ci dice.
Premetto che per chi non conosce l'autore il primo e il terzo capitolo serviranno per introdurlo al suo pensiero critico sulla psicoanalisi, pensiero che ormai da quasi vent'anni Fossi va articolando e, con sempre maggior vigore, esponendo nei suoi scritti. Nel quarto e quinto capitolo si raccolgono invece le sue notazioni più nuove che si elevano sul resto, che peraltro ci mostra la sua vasta cultura scientifica. Il primo capitolo, che occupa quasi un terzo dell'intera opera, ci offre, come recita lo stesso titolo, “la cornice teorica”, entro cui si sono mosse la psicoanalisi e le altre teorie psicodinamiche, dall'inizio ai giorni nostri, nella lettura critica dell'autore. Qui, nell'ultimo paragrafo, c'è