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È questo un libro particolare nel nostro campo, non soltanto perché esce contemporaneamente qui ed in edizione inglese (presso The Clunie Press, Karnac Books) ed è il risultato di molti anni di ricerca in un gruppo di lavoro (e su un gruppo di lavoro) funzionante a diversi livelli. È anche un'opera interdisciplinare del tipo più genuino, l'Autrice riunendo in sé le conoscenze-esperienze del neuropsichiatra infantile della prima infanzia o neuropsichiatria neonatale con quelle dello psicoterapeuta psicoanalitico e osservatore della madre e del bambino.
Lo sposalizio della medicina neuropsichiatrica con la psicoanalisi e l'osservazione psicoanalitica, in questo campo così necessario, riesce ad essere pieno e senza riserve, pur mantenendo ben distinte ed operative le personalità dei coniugi, ed i risultati sono importanti e sorprendenti.
Nella prefazione D. Meltzer parla di “ambiente transizionale, sia fisiologico che psicologico, di terra di nessuno, tra il servizio/compagnia della placenta e il seno/mente della madre”, attraverso cui il piccolo prematuro deve lottare per la sopravvivenza e la vita; dopo avere all'inizio notato che “Mentre la pratica dell'analisi si è fatta sempre più intimamente artistica, la medicina è passata dall'arte alla macchina e al laboratorio”. Ed è proprio in questa “terra di nessuno” che la macchina e il laboratorio, per quanto utili e importanti, non bastano, come non bastano nei reparti ospedalieri dove lo spettro della