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Non avrei mai pensato, prima di aver letto questo libro di Danielle Quinodoz che il fenomeno vertigini potesse essere considerato così interessante e carico di significati. Curiosamente poi, non so se per effetto della lettura del libro o perché diventiamo più attenti agli eventi che impariamo a spiegare, mi è capitato di riscontrare più spesso nei miei analizzandi la frequenza di questo sintomo.
È che, come nota acutamente Jean Michel Quinodoz in un articolo intitolato “Fatti clinici o fatti clinici psicoanalitici?” presentato alla Week-end Conference di quest'anno, tenutasi a Londra, sulla “Concettualizzazione e la comunicazione dei fatti clinici in psicoanalisi”, un sintomo diviene un sintomo psicoanalitico, nel momento in cui l'osservatore psicoanalitico lo isola, lo circoscrive come fatto psichico (anche ad onta del suo manifestarsi somatico) e ne teorizza il legame con i conflitti inconsci. Il suo attualizzarsi nella situazione analitica, poi, e le eventuali spiegazioni ad esso sottostanti costruite insieme dalla coppia analitica, che lo immettono nel circuito transfert-contro-transfert, ne sanciscono definitivamente lo statuto di fatto