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Il libro vuole costituire un'introduzione ad un settore, quello della ricerca ecologica sulla memoria personale ed autobiografica, che ha avuto interessanti sviluppi negli ultimi anni, e di cui vengono individuate le origini nella storia della psicologia del novecento. Dopo un lungo periodo di silenzio, in cui la ricerca psicologica ha seguito il programma di H. Hebbinghaus, studiando la memoria pura in situazioni artificiali, la psicologia scientifica ha ripreso lo studio della memoria autobiografica, grazie alla rivalutazione dei contributi precursori del cognitivismo, come quelli di Piaget e di Bartlett, e di una serie di spunti applicativi, come l'interesse neurologico clinico per le amnesie, i problemi della psicologia giuridica della testimonianza, il dibattito psicoanalitico sulla verità in psicoanalisi. (A partire dalla metà degli anni settanta si assiste a un revival di studi sulla memoria autobiografica ed entro questo filone si collocano le ricerche dell'Autrice sugli eventi stressanti della storia di vita). La recente ripresa d'interesse per i ricordi personali viene quindi presentata come risultato di un incontro tra diverse impostazioni teoriche, quella psicodinamica e quella della ricerca cognitivistica sulla memoria, favorito dalle esigenze applicative della psicologia clinica. Viene tracciata la