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Malgrado il tempo ormai trascorso dalla sua prima presentazione, questo libro di Atlan sembra mantenere intatto un vigore di idee ed un fascino di novità i quali ne
fanno una tappa significativa fra le opere che testimoniano lo sforzo di elaborazione di una nuova filosofia naturale quale viene facendosi da alcuni anni. Non si tratta certo di riassumerne il contenuto. In fondo esso non esiste, poiché seguendo uno schema ormai entrato nella prassi comune, il volume è costituito da un insieme di conferenze pronunciate dall'Autore in varie occasioni. Questa decisione offre il singolare vantaggio di permettere la scelta degli argomenti secondo l'interesse personale del lettore, con la certezza che, sia alterando l'ordine di lettura dei capitoli che evitando quelli di minor richiamo, per ciascuno di noi non si perderà tuttavia nulla del metodo che viene elaborato sotto i nostri occhi. Così temi e termini in gran parte ormai familiari anche se non veramente entrati nell'uso comune, ci sono presentati all'origine in modo comprensibile anche al profano, senza complicazioni eccessive ma anche senza semplificazioni riduttive, illustrando in modo convincente ed a tratti affascinante quel nuovo modo di pensiero che si pone in opposizione feconda al neodarwinismo di tanta parte della scienza (ed anche della psicoanalisi), facendo perno sul paradigma della complessità, opponendo fra loro caso e necessità, aleatorio ed organizzato e così via. La cultura di Atlan è d'altronde così vasta e la sua fantasia tanto vivace da permettergli di spaziare agilmente dalla cibernetica alla biologia, dalle neuroscienze alla linguistica ed alla psicoanalisi, dall'Ecclesiaste alla fisica quantistica. Questo avviene sempre con una competenza che ci avvicina in modo impressionante anche concettualizzazioni fortemente estranee al nostro sentire, come potrebbero essere la gnosi di Princeton o la teoria delle catastrofi, o ci rende comprensibili, anche se non necessariamente simpatici, perfino i conce